Manovra, Napolitano chiede coraggio "ma non incoscienza"

"Bisogna spostare l'accento rispetto alle politiche degli anni scorsi in Italia e in Europa assai più sulla crescita, ma bisogna farla non pensando che non esista più il problema del consolidamento delle finanze pubbliche". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando in videocollegamento con la convention dei giovani imprenditori di Confindustria, a Napoli. "Ho usato un'espressione rivolgendomi qualche giorno fa ai Cavalieri del lavoro – ha proseguito Napolitano – ho detto innanzi alla legge di stabilità occorre un atteggiamento critico quanto si voglia ma che sia sostenibilmente propositivo". Cerasa Logoramento. Il processo che spaventa Napolitano non è quello di Palermo
6 AGO 20
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"Bisogna spostare l'accento rispetto alle politiche degli anni scorsi in Italia e in Europa assai più sulla crescita, ma bisogna farla non pensando che non esista più il problema del consolidamento delle finanze pubbliche". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando in videocollegamento con la convention dei giovani imprenditori di Confindustria, a Napoli. "Ho usato un'espressione rivolgendomi qualche giorno fa ai Cavalieri del lavoro – ha proseguito Napolitano – ho detto innanzi alla legge di stabilità occorre un atteggiamento critico quanto si voglia ma che sia sostenibilmente propositivo e consapevole di vincoli e condizionamenti oggettivi che non si possono aggirare. Perché quella – ha osservato – non sarebbe una prova di coraggio ma una prova di incoscienza".
Il Capo dello stato poi si domanda: "Possiamo noi sottovalutare il fatto che l'Italia sia uscita dalla situazione in cui era, di infrazione per deficit eccessivo, possiamo correre il rischio che ricaschi? Il Governo dice di no e penso che sia una giusta preoccupazione". Bisogna vedere, ha aggiunto, "come meglio configurare un'operazione di smantellamento di questa specie di corsa a ostacoli con cui debbono fare i conti i giovani e non solo i giovani che vogliono fare impresa".
Quanto al mercato del lavoro e alle condizioni nelle quali si trova, oggi, in Italia, Napolitano ha sottolineato che "la questione non è tanto di vedere quanto si sia stanziato o se si dovesse o potesse stanziare di più per ridurre il prelievo fiscale sulle imprese o sul lavoro. Il problema è di vedere nell'insieme su quali risorse possiamo contare seriamente senza inventarci delle coperture fasulle sulla spesa dello Stato".
Il presidente ha poi fatto un auspicio al paese: "Supereremo anche questo momento – ha detto – per ridare all'Italia quella capacità anche di sviluppo industriale non solo economico in senso generale o generico, che ha fatto del nostro Paese uno dei Paesi più avanzati industrialmente nel giro di non molti anni tra gli anni Cinquanta e Sessanta". E ancora: "E' vero che l'Italia ha avuto un primato per la densità di imprese" ma oggi "la caduta della tedenza a fare impresa riguarda sicuramente" una "questione di clima generale e di fiducia nello sviluppo", per questo "tutte le forze del Paese" hanno "il dovere di dare fiducia in un'Italia che torni a crescere nel Nord e nel Sud".